giovedì 21 gennaio 2010

PENSIERO a Sant' AGNESE vergine e martire











Oggi 21 -gennaio , la Chiesa memora Sant'Agnese vergine e martire.



La verginità cristiana significa dedizione totale e immediata , senza "divisione del cuore", al Signore .
Essa non é antitesi col matrimonio , ma vocazione a scegliere come termine di affetto assoluto il Signore , che non lascia luogo ad affetti sponsali terreni .

Le vergini ritraggono l'immagine della sposa fedele a Cristo .


Il dono e il sacrificio che esse fanno del loro cuore non allontanano dalla Chiesa ; al contrario , si rendono ad essa ancora più liberamente disponibili , mentre viene esaltata la caratteristica sponsale di tutta la Chiesa , chiamata a legarsi a Gesù con il vincolo dell'amore perfetto e unico .

Sant'Agnese ricordata il 21 gennaio :

Le notizie relative a questa santa si mescolano con le leggende popolari .
Si sa con certezza che visse sotto il regno di Diocleziano ( 284 - 305 ), accanito persecutore dei cristiani , e che in giovanissima età ( 12 o 13 anni) rifiutò la proposta matrimoniale del figlio del prefetto di Roma .Il giovane fu respinto con tanta determinatezza che decise di denunciare Agnese come cristiana . Ancora una volta la ragazza si oppose con fermezza al brutale volere di chi voleva obbligarla a compiere sacrifici alla dea Vesta .
Affrontò la morte per decapitazione con coraggio e con l'incrollabile forza della fede .
Costantina , figlia dell'imperatore Costantino , le dedicò nel IV secolo una basilica sulla via Nomentana .
La tradizione vuole che il giorno della sua festa si benedicano gli agnellini .

( dalle Lodi mattutine proprie del giorno )

Una vergine

Ingresso 1. Questa é la vergine saggia,
una delle vergini prudenti .
é andata incontro a Cristo con la lampada accesa .

2. Rallegriamoci ed esultiamo ,
perché il Signore
ha amato questa vergine santa e gloriosa .

3. Vieni , sposa di Cristo , ricevi la corona
che il Signore da sempre ha preparato per te .

Colletta 1. O Dio , nostra salvezza , accogli le preghiere di questa tua famiglia che si rallegra
nel ricordo di santa Agnese , e fà che profondamente rinnovata nello spirito si
consacri per sempre al tuo servizio . Per il nostro Signore ...
2. O Padre , che hai colmato dei tuoi doni la santa vergine Agnese , concedi a noi
tuoi fedeli di emulare la sua testimonianza evangelica per essere uniti a te nella
gioia dei santi . Per il nostro Signore .

3. Donaci , Signore Dio nostro , la fiamma di carità che ispirò santa Agnese , sposa
fedele del tuo Figlio , a radunare una famiglia di vergini a te consacrate , a gloria
perenne del Cristo e della Chiesa . Per il nostro Signore ...

Questa é la vergine saggia
che il Signore ha trovato vigilante ;
all'arrivo dello Sposo
é entrata con lui alle nozze .
Alleluia.


Preghiera a Sant'Agnese


O ammirabile Sant'Agnese,
per la grande gioia spirituale ,
con cui ricevesti il tuo martirio
Ottieni a tutti noi la grazia
di sostenere con edificante serenità
tutte le persecuzioni e le croci
con cui il Signore volesse provarci
e di crescere sempre più
nell'amore a Dio
per suggellare
con la morte dei giusti
una vita
di mortificazione e sacrificio,
Amen.

















giovedì 7 gennaio 2010

LA FOTOGRAFIA di AGNESE DI VENANZIO


DAL BLOG della SCRITTRICE ... FAUSTA GENZIANA LE PIANE


La mia amica Fausta Genziana Le Piane , di origine calabrese , appassionata della mia bella terra Sabina , ha voluto , mettere sul suo blog una foto che le avevo inviato tempo fa .

NON SAPEVO CHE TI AVREI POTUTO ISPIRARE DEI VERSI ; grazie ho molto gradito il tuo PENSIERO - LUSINGHIERO , che voglio conservare.
BELLA
Bella,
quale vento sfrezava i tuoi capelli ?
Forse quello del domani
del tempo imprevisto e
dinanzi a te sbigottita
le lancette dell'orologio
improvvisamente
hanno battuto un altro ritmo
un'altra ora .
Fino ad oggi .
(Fausta Genziana Le Piane )
IL mio Commento al Blog di Genziana :
Cara Genziana , questo "scatto d'autore" ... ,come tu scrivi amica mia , rappresenta per me " l'EVOLUZIONE dell'ESSERE e dell'AMORE" .
Tutte le foto hanno un significato segreto, ed io DI QUESTA TI VOGLIO SVELARE.
FOTO in PRIMO PIANO : come vedi sono io giovane , una foto scattata nel 1976 con una PENTAX da l'allora mio innamorato , attualmente mio ex marito ;
FOTO in SECONDO PIANO : sono sempre io ,un pò più matura , che mi rifletto sul vetro della cornice ( e sembro tutta mia madre che ora non c'é più ) sembra che mi stia dietro per proteggermi . Questa foto l'ho scattata io nel 2009 , con una FujiFilm LCD 10.2 mega pixels digitale.
Ora come vedi !... IN UNA SOLA CORNICE ( questo modesto piccolo capolavoro che può sembrare banale ... per me "RACCHIUDE la VITA che VA e L'AMORE che SI TRAMUTA ". Nonostante tutto !... la MIA VITA ... scorre serena , é ancora piena di entusiasmo, di ricordi e di amore per quelle persone che anche se adesso non ho più vicine ... un tempo mi hanno saputo amare .
Genziana cara , commentare i tuoi gratitissimi versi a me dedicati , non sarà facile , non ne sono all'altezza , ma comunque hai centrato la " donna innamorata "e su il tempo che va, (e ti assicuro) ... che l'ora presente ha decisamente un ritmo sostenuto e felice , non di certo bradicardico , anche perché persone come Te amiche , danno maggior valore a questa vita .
Auguro anche a Te di avere sempre entusiasmo , energia e tempo per scrivere tanti blog interessanti ,... e non dimenticare la mia bella terra Sabina .
Un bacio , agnese Di Venanzio.


lunedì 4 gennaio 2010

RICORDO !...l'attesa della BEFANA anni 50




Sono sveglia di buon'ora , fuori il vento fa tremare le foglie infreddolite sul balcone (al sesto piano) di casa mia ; oggi il cielo é terso , il sole si prepara operoso come sempre a scaldare la terra . Una giornata fredda ma bella , secca, asciutta come direbbe mio padre.
Ritorno indietro col pensiero e rivivo quei lontani anni 50 , quando simili atmosfere, mettevano l'ansia nel cuore per l'attesa timorosa dell'arrivo della Befana.

Si !..a quei tempi, c'era sempre un leggero timore, motivato dalla consapevolezza di non essere sempre stata una bambina meritevole , tutt'altro che tranquilla .
A quei tempi si veniva educati all'introspezione e nonostante la vivacità che mi caratterizzava,si provava comunque quel senso di colpa per qualche capriccetto.

In una mattina così ... é facile ricordare e rivivere le emozioni di quella fanciullezza, all'approssimarsi dell'arrivo della Befana.
In famiglia venivano alimentati sogni e fantasie,... io credevo talmente alla " buona vecchina " che verso l'imbrunire , scrutavo sempre attenta sui tetti delle case di fronte alla nostra ,sperando di vederla prima o poi sulla sua scopa alle prese con i comignoli fumanti.

Che bello é ricordare !...mi fa star bene.L'attesa magica della befana , portava una gioia speciale, era una delle poche opportunita' per fare e ricevere regali e impegnava tutta la famiglia , cominciando da mia madre che per tempo sferruzzava scarpette da notte ricamate a punto cannottiglia e scialletti colorati , all'uncinetto ; mio padre procurava legna per il camino e qualche manciatina di buon fieno per l'asinello di Scacciacelli ( il marito della befana Rufina ).
Mio padre diceva , che in quei giorni incontrava spesso quell'asinello alla stazione di Stimigliano ; le mie sorelle , divertite trattenevano fedeli la verita' ed erano felici di vedermi piena di speranze ,mi facevano persino scrivere una letterina alla " buona vecchietta" per esprimere i miei desideri .
Mia madre, con la scusa,mi esortava ad essere più buona e più brava e rafforzava la lezione di igiene ,sollecitandomi la sera , prima di andare a letto, a lavarmi bene le orecchie ed il collo e poi tutto il resto. Quelle erano pulizie serali , invece il bagno intero si faceva il sabato o qualsiasi giorno che precedeva quello festivo ; a quei tempi non avevamo l'acqua in casa , tanto meno un bagno . Non eravamo ricchi , ma la forza dell'amore nutriva i nostri animi , le nostre speranze, ci dava tanta sicurezza e certezze . Quante gioie !...quanto tepore !...

Attendere la Befana, era un grande esercizio di rispetto reciproco , di disciplina , di sottomissione a certe regole essenziali per la nostra formazione , di considerazione verso gli anziani ; io facevo di tutto per non fare capricci , portare bei voti da scuola , essere servizievole in casa ... tanto timore e buona volonta' per meritare doni modesti , semplici e utili eppur tanto desiderati . La sera della vigilia della Befana , andavo a letto prima , insieme a mio padre , il mio buon padre amoroso ... ricordo che tornava bambino anche lui insieme a me ..., riusciva a farmi addormentare con la gioia nel cuore e placare quella mia ansia . Quel sonno , di quella notte d'attesa era pieno di emozione , (quasi agitato), ricordo che al mattino riuscivo a svegliarmi da sola senza il bisbiglìo della voce materna , come quando dovevo alzarmi per andare a scuola .

La notte é passata , finalmente si salta giù dal letto , in cucina il camino é già acceso e c'é un bel calduccio nella stanza , il pane abbrustolito sul fuoco e il caffé e latte possono aspettare .
Quanto stupore !...che frenesìa ,guardo con occhi estasiati il tavolo di cucina tutto sistemato ,colmo di doni , si capisce che c'é anche la fantasìa delle mie due sorelle. Un anno ho trovato un paio di deliziose pantofoline rosse di feltro a scarponcino con la cerniera sul davanti e la para sotto , c'arano poi tutt'intorno tanti cioccolatini e caramelle e tanti mandarini profumati ( ora i mandarini non profumano più come allora ) e poi quelli erano di sicuro i bei pomi arancioni coltivati dentro l'orto dello zio Ciro e sua moglie Genesia .

Tra i doni, ancora ricordo un grazioso scialletto a punta, fatto con avanzi di lana a più colori dove predominante era il color carta di zucchero (così allora si chiamava l'attuale azzurro inchiostro) era confezionato con le frange . Non erano cose troppo costose , ma frutto di privazioni e sacrifici di ciascun componente della mia famiglia ed io mi sentivo ed ero la bambina più felice di Forano.

Ora sono quì , sola ,immersa in quei ricordi di una fanciullezza spensierata e penso !... sono certa !... non sono le cose materiali che danno la vera felicita', la vera pace,... ma l' AMORE .
Grazie madre mia e padre mio ,vi amo sorelle mie per quel seme d'amore che ancora serbo gelosamente nel cuore.

NON POTEVO TRASCUTARE LA MIA CARA BEFANA !... Riporto questa poesia che scrissi per lei nel lontano 26 dicembre 1998 h 20,30 .


La Befana

Imbacuccata con scialle di lana
ecco che arriva la vecchia Befana

Con la sua scopa vola sui tetti
lei porta doni a ricchi e poretti

Ha sempre un sacco pieno di doni
li porta a tutti i bambini buoni

Cammina curva , la sua chioma é bianca
come farà a non esser mai stanca ?

Dicono tutti che é tanto buona
per riposarsi non ha una poltrona ?

Cara Befana , vorrei incontrarti
vorrei vederti, vorrei parlarti
vorrei sentire la tua vocina
sò che di nome ti chiami " Rufina".



Dedico questo mio blog , prima di tutto a mia figlia Chiara , perché rifletta sulla ragione della vita, su ciò che veramente conta ,... che sappia fare scelte giudiziose,

Ancora dedico ai miei nipoti tutti , grandi e piccini , in particolar modo all'ultimo nato ...VALERIO .

Alle mie sorelle, che pur fra qualche incomprensione , amo profondamente e comprendo .

A chi ha scelto di leggere ... o per caso legge questo blog (apparentemente fantastico racconto) eppur tanto vero e pieno di valori umani che purtroppo vanno sempre più scomparendo.

GRAZIE ! madre mia e padre mio , siete sempre con me .
Fantastica donna Sabina,scritto il 03 gennaio 2010 h12,20.

giovedì 26 novembre 2009

IL SENSO DEL NATALE




BUON NATALE 2009
DI GRANDE SERENITA' A VOI TUTTI


Amici miei carissimi , é la prima volta che invio auguri natalizi via etere.
Auguri a tutte le persone che mi conoscono ed anche agli sconosciuti ... , con la speranza di infondere un pò di gioia e serenità.

Ho inserito due foto ricordo : Il presepe all'interno della Parrocchia S. Vincenzo Pallotti a via Matteo Tondi , foto scattata da mia figlia Chiara , la notte di Natale .
La foto che mi ritrae insieme al gruppo di studenti, (scattata dal Dottor Pierluigi Guiducci ) , loro docente di Diritto Sanitario nel corso per il conseguimento del diploma di Infermieri Professionali, ove io ne ero docente di, Scienze Infermieristiche , Etica Professionale e coordinatrice del corso triennale , presso il Policlinico Umberto I di Roma , attuale Azienda Sanitaria la Sapienza di Roma .
Unisco due miei componimenti poetici a tema Natalizio, che meritando il consenso del dr. Guiducci , sono state arricchite dal suo prezioso e competente commento.
Tengo ad informare che il dr.Pierluigi Guiducci é docente di Storia della Chiesa presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose " Ecclesia Mater " della Pontificia Università Lateranense.

.

Due poesie nel cassetto


Tra le mani mi ritrovo un quaderno. Con varie poesie. Nel loro insieme sono come una porta che consente di entrare in un ambiente che trasmette un respiro . A volte sereno . Talora affannoso. Ora mutevole. Perché legato a vicende diverse . Così , il fatto , l'episodio , lo stesso dettaglio , non sono pennellate gettate a caso . Ma rappresentano una voce che racconta di un cammino nella vita . Di una sintonìa con la natura . Di una progressiva costruzione dell'intesa umana ...


Al poeta , é noto , non serve insistere su descrizioni dal minuto dettaglio . Basta talvolta un cenno . E' sufficiente l'indicazione di un nome , di "quel " nome . Nome senza cronaca , ma vivo nella scelta di un tu immediato . Basta la pausa di un momento . Che sospende senza interrompere . Senza tagliare con il ricordo . Per recuperare solo la serenità di un respiro, provata da una storia quotidiana . Che reca nuove emozioni . E , sovente , altra sofferenza ...

Poesie nel cassetto , dunque . Si , ma non chiuse a chiave . Piuttosto , depositate nei luoghi del privato per non far sciupare uno slancio di sincerità .


Ho letto con calma queste poesie . In più momenti . Cercando , tra l'altro , di individuare le composizioni ove l'aggancio alla sfera dello spirito , alla dimensione religiosa , risulta più evidente . E ho trovato due testi sul Natale .

Il senso del Natale

Perché due poesie sul Natale ? La risposta più facile la si annota subito : perchè davanti a un bimbo che nasce anche la notte si illumina.
E la gente , incontrandosi , non é più straniera .
Se poi questo neonato é il Figlio di Dio , allora l'osservazione di " quella Famiglia " si fa contemplazione , e il silenzio orante spiana la strada all'atto di adorazione. Di lode . Di ringraziamento.

Ma cé anche una risposta che é gelosamente racchiusa nell'animo umano .

Il Natale richiama a ore della propria vita nelle quali si vive in profondo la" dimensione familiare". Quel tessuto cioé di affetti e di comunicazione in positivo ove l'altro é una parte di noi stessi . E' la nostra stessa vita .

La famiglia che festeggia il Natale , in tal modo , non é tanto un gruppo di persone che fa baldoria , ma é piuttosto una storia comunitaria in cammino che , davanti al luogo della Natività , ha come un appuntamento d'obbligo . Perché , pur nella povertà della Famiglia di Nazaret , si riscopre la Vita . Quindi la Speranza. Quindi la Luce .


NATALE e STAGIONI DELL'ANIMA

In tale contesto non mi sembra azzardato affermare che nelle poesie della Signora Di Venanzio la " comprensione " del Natale si colloca anche in un vissuto personale ove le stagioni dell'anima riportano a ore di ricerca , di incontro , di prova , di fatica , di lettura attenta del quotidiano ...

E piano piano emerge , nella sua timidezza , una semplice domanda di fraternità . Un desiderio di permanenti sintonìe "con".

La persona adulta che cerca comunicazioni non di facciata , non d'occasione , non sempre manifesta in modo esplicito la richiesta di comprensione .Di sostegno. Di condivisione.

Tante vicende a volte ... certe strade in salita ... alcuni affanni non raccontati ... possono ostacolare - o rallentare - una immediatezza comunionale . Possono accentuare meccanismi di difesa . Così , quanto non viene verbalizzato , lo si può ritrovare in altro modo . Ad esempio , in una poesia che annuncia la grandezza di un Evento ( Natale ) , ma che trasmette anche il segreto desiderio di ritrovare sentieri ove gli operatori di pace si riconoscano pellegrini in direzione dell'Emmanuele .

Con questi pensieri rileggiamo insieme le due poesie .


" Notte di Natale "


In questo testo l'idea centrale é quella della coralità . Verso il Redentore che si é incarnato si dirigono le genti . E tutto partecipa alla gioia dell'Evento . Il firmamento : attraverso la cometa . Gli animali : con il bue e l'asino . Il mondo soprannaturale : tramite gli angeli.


Al dolce suono delle zampogne
dimentichiamo dolori e menzogne .
E' festa grande ... E' il santo Natale ,
un lieto coro d'angeli sale .

In questa notte direi la più bella
nel firmamento brilla una stella .

E' la cometa ! Col suo bagliore
guida le genti al Redentore .

Tutti accorriamo con grande allegria ,
preghiamo insieme a Giuseppe e Maria .

Ecco che il bue e l'asinello
scaldan col fiato il bambinello .

Dimentichiamo dolori e menzogne ,
al dolce suono delle zampogne .



" Festa di Natale "


Nella seguente poesia c'é una riflessione-base . Oggi il Natale rischia di essere la festa dei ricchi e dei grandi . Dei ricchi : perché occorre investire denaro per regali , addobbi , manifestazioni verie , cene ... Dei grandi : perché sovente non si presenta ai bambini una catechesi sul Natale , con il rischio di lasciarli soli nel proprio itinerario di fede , nel vissuto religioso .

Accanto a questa sottolineatura trovo una seconda idea : c'é uno stretto rapporto tra Salvezza e pace . Dio salva ogni persona liberandola dal peccato e dalla morte . Per questo motivo Egli é il Principe della Pace . Non può infatti esistere una situazione generalizzata di pace tra gli esseri umani se permangono i vincoli con realtà che distruggono le persone nel loro essere e nella loro relazionalità.


Ecco il Natale !!... Dicono tanti ...
Festa dei ricchi , festa dei grandi .

Tra folla e luci , c'é gran baldoria
a festeggiare l'antica storia

Più che una storia !... Lo sai anche tu ,
noi ricordiamo che é nato Gesù .

Un bambinello dal viso tondo
venne a portare salvezza nel mondo ,
in questo mondo , la nostra terra
ove non regna la pace , ma guerra .

La pace regna solo nei cuori
di ogni persona con dei valori ,
valori morali ... valori veri ...
Di gente guidata da sani pensieri .

Il Natale - pensa chi tace -
é una stupenda festa di pace .
Festa di chi a Dio somiglia ,
Natale festa della famiglia .
Ritrovarci a Betlemme

La presentazione di due poesie non ha solo il significato generale di contemplare il Mistero della nostra redenzione attraverso la riflessione di una madre , ma anche quello di rivedere in modo semplice ma immediato la nostra stessa vita alla luce di un " ritorno a Betlemme ".

Perchè ritornare a Betlemme ?

Per il gusto di ripercorrere i passi di una infanzia lasciata alle spalle ma non cancellata dal cuore ?
Per l'esigenza malcelata di una fuga all'indietro, verso un intimismo protettivo , nella paura dell'oggi , nell' incertezza del presente ?

La risposta vera si inoltra piuttosto lungo sentieri spirituali . Occorre ritornare a Betlemme . Sì . Per recuperare con un viaggio verso la Vita , la capacità di saper anche mutare l'orientamento di scelte e di comportamenti .

Per seguire ogni giorno la stella della Parola di Dio .
E dietro a questa Luce poter passare anche attraverso la " valle oscura " . Senza temere alcun male ( Sal 22,4 )

Per giungere a toccare un legno particolare . Quello di una mangiatoia ( Lc 2,7 ) ove é deposto l' Emmanuele , il " Dio con noi " .

Legno che , nella Bibbia , trovo dopo l'albero dell'Eden ( Gen 3,11 ) e prima della Croce del Golgota ( Gv 19,17 ) .
Perché da un Bambino viene la salvezza . E da una culla , il primo altare .


(commento) Dr. Pier Luigi Guiducci .




N.B : Questo articolo é stato pubblicato sulla rivista mensile del " Santuario Basilica di Maria Ausiliatrice " Torino , Direttore responsabile : Gianni Sangalli , mensile anno XVI . n . 11 Dicembre 1995 , per la rubrica Asterischi .















lunedì 19 ottobre 2009

Le mie Poesie " Nostalgia della mia casa di campagna " terra sabina .


E' arrivato il primo freddo , Roma nonostante il suo fascino e le sue bellezze , é invivibile , rumori e inquinamento la caratterizzano .
Oggi però , il sole splende e come per magia l'ha resa ai miei occhi , bella quasi accettabile , sono uscita con un amico , l'aria sembrava tersa ,... però !...rientrando poi a casa , la mia vuota casa , solo Joy ad attendermi trepidante .

Oh ! ... quanta nostalgia della mia terra , della casetta campagnola , sempre assolata , circondata da querce e olmi .

In questo periodo della stagione , già il pettirosso infreddolito, sò che viene a cercare acqua e cibo , là sotto l'ulivo ... chissà !...ora che non ci sono !... chi gli darà ristoro ?

Mi manchi piccolo passerotto , presto sarà inverno , chissà verrà la neve?... io non sarò lì a prepararti come sempre la casetta di legno con bambagia .
Se Dio vuole , verrò in "Primavera" quando tu , sono certa mi aspetterai e per primo vedrai le timide viole e le primule da me piantate davanti casa e i meli fioriti , la fontana guarita , la rosa canina , il caprifoglio profumato , la nepetella "pigra" che sempre pochi fiori mi dona .
Beato te , piccola creatura che godi la mia terra , ti prego ...saluta tutti i miei amici,...dì loro che li penso sempre e li amo .


una poesia dedicata a voi , scritta il 25 -aprile - 2008 /alle h 13,33 dalla casa di roma :


" NOSTALGIA della casa di campagna "
Nostalgia del mio piccolo camino
dell'olmo spoglio e dell'acero vicino

del mio giardino col suo verde praticello
dei bei cespugli d'ogni fiore più bello

cosa dire dell'ulivo simbolo di pace
della campagna ove tutto tace

del cinguettio del piccol passerotto
il miagolìo del gatto, innamorato sul tetto,

Nostalgia del canto della fontanella
ove sgorga acqua fresca , limpida e bella

quando i due meli , ormai sono fioriti
già sento in bocca il succo dei frutti saporiti

i bei ciliegi s' abbracciano tra loro
vicino é il pero dai lunghi pomi d'oro

il bel limone che non è mai stanco
di dare frutti ...é al portico lì accanto

la forte vite dell'uva moscato
ha il suo tralcio sul terrazzo abbarbicato

Nostalgia della bella campagna
anche quando la civetta si lagna

quando il rospo gracida nel fosso
e vedi infreddolito il pettirosso

quando il gufo curioso occhieggia tra le foglie
e l'insonnia impietosa il riposo ti toglie

quando le lucciole illuminano i campi
e i grilli di cantar non son mai stanchi

Nostalgia del vento se mormora o urla forte
quando fischia sui muri e fà tremar le porte

Nostalgia della pioggia che scende a temporale
e spaventa ogni qual sorta d'animale

Nostalgia di primavera che seguita é dall'estate
nostalgia di una natura abitata dalle fate

Nostalgia dell'autunno e del lungo freddo inverno
quì ai " Venzani" in solitudine stò con il "PADRETERNO".

domenica 18 ottobre 2009

San Luca evangelista

Oggi 18 -ottobre San Luca evangelista

Nativo di Antiochia ( I secolo ) , studioso di medicina e appassionato all'ellenismo, é l'autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli.
Nato pagano ,nulla sappiamo con precisione della sua conversione tuttavia lo si ritrova accanto a san Paolo nel 49 ca.
Dopo la morte dell'apostolo a Roma , la tradizione vuole che Luca sia stato martirizzato in Acaia dove si era recato per evangelizzare le popolazioni locali .
La sua sensibilità ,molto vicina a quella femminile , ha colto nei suoi scritti i tratti più toccanti della carità incarnata e predicata dal Maestro e , unico dei quattro evangelisti , ha tracciato importanti ritratti di Maria insistendo inoltre sull'infanzia di Gesù.
Una leggenda vuole che san Luca fosse pittore e che abbia raffigurato per primo la Madonna con il Bambino :



Auguri a tutti quelli che portano questo nome .

BUON ONOMASTICO .......


In questo giorno si ricordano anche i santi : Artemio e Onesta , sant'Alda .

lunedì 28 settembre 2009

L'essenziale nella VITA é l'amore :



Quasi sempre , chi dà amore é perché ..." ha bisogno di amore " , amore in senso lato s'intende .

Anche l'amicizia è sostenuta dall'amore tra due persone,ed é durevole fin quanto non viene equivocato o manifestato falsamente ," cioè solo per scopi puramente d'interesse " , l'amicizia crolla o semplicemente si butta via , come un giocattolo vecchio che non soddisfa più quel senso della novità e d'attrazione curiosa .

Molti credono di saper dare amicizia o semplicemente sanno già in partenza che ciò che vogliono chiamare amicizia, è soltanto un modo di essere , un'abitudine per soddisfare i propri VIZI .
E così si passa da un'amicizia all'altra noncuranti delle ferite profonde che si provocano in chi aveva riposto stima e fiducia .

Molti credono di saper dare " AMICIZIA " ma non conoscono ancora quanti pericoli si insinuano quando non si stabiliscono le regole di una vera amicizia e molto viene improvvisato senza precisi schemi dando così origine ad un rapporto pieno di se!...ma !..., interrogativi , lusinghe , strappi al cuore , di chi aveva tanto creduto a quei sentimenti .

Un animo nobile é sempre pronto a ristabilire il vero sentimento dell'amicizia autentica, cioé non basata né sulla passione , tanto meno sul profitto .

E' dignitoso e da " regina " far sentire un'amico al centro dell'universo , ciò implica , onestà , sincerità, nobiltà d'animo , altruismo nell'elargire sentimenti e premure . Ma se l'AMICO ti tradisce ? ..... Tu resti sempre una REGINA , il TUO CUORE NOBILE tale rimane .

Ma lui , l'amico ...cosa prova ? forse rimorso ,? dolore ? .

Ma lui l'amico ... si é arricchito ....o impoverito ?

Riuscire a trasformare un momento " NO " della vita é un occasione di crescita , ma il LUTTO va elaborato .